La recente presenza della Peste Suina Africana anche in provincia di Salerno sottolinea la gravità di questa patologia in Italia e la sua estrema capacità di diffusione.
La preoccupazione manifestata dall’Associazione Allevatori della Campania e del Molise, già al momento dell’insorgenza dei primi casi in Piemonte nel 2021, si è accentuata con il recente isolamento di cinghiali infetti in Campania.
Tutto il comparto suinicolo è in pericolo ma ancor più gli allevamenti di razze autoctone allevate allo stato brado e semibrado come quella Casertana poiché si potrebbe rischiare la scomparsa di una razza preziosa per la sua storia, la qualità delle sue produzioni, per il ruolo di presenza sul territorio e di tutela dell’ambiente, per la sua grande importanza per la Biodiversità.
Gli allevatori, pur avendo messo in atto i richiesti interventi di biosicurezza “rafforzata”, sono impotenti rispetto al principale motivo di diffusione della PSA, l’incontrollata proliferazione di cinghiali (2,3 milioni circa in Italia). Questo è il primo problema da affrontare poiché vanifica ogni altra misura di prevenzione e di contrasto alla diffusione della malattia, inoltre è indispensabile intervenire con azioni finalizzate alla produzione e conservazione di materiale seminale ed embrioni e con ogni altra iniziativa di sostegno economico per gli allevatori, al fine di superare questa emergenza non solo sanitaria ma anche economica tra le quali:
1) ristoro per danni dovuti al mantenimento forzato dei suini in allevamento conseguente a provvedimenti dell’autorità sanitaria;
2) indennizzo per deprezzamento dei suini macellati prima o dopo per l’impossibilità di farlo al momento ottimale;
3) incentivi al 100% per gli eventuali ed ulteriori interventi di adeguamento strutturale degli allevamenti alle misure di “biosicurezza rafforzata”;
4) stima e rimborso del mancato reddito.
Per superare questa grave emergenza, l’Associazione Allevatori della Campania e del Molise, nel manifestare il proprio impegno e la vicinanza agli allevatori di suini, auspica che tutti i soggetti interessati: Masaf, Regioni, Aziende Sanitarie, Organizzazioni Professionali Agricole e Associazioni Venatorie mettano in atto ogni utile azione di propria competenza.